Prezzi negativi dell'energia: cosa cambia per chi produce
Un prezzo negativo dell’energia significa che in quell’ora immettere in rete costa invece di rendere, e prelevare viene premiato. Sembra assurdo, ma è la conseguenza logica di un sistema elettrico ricco di solare ed eolico: quando un mezzogiorno festivo di sole incontra una domanda bassa, la generazione supera il consumo e una parte degli impianti non riesce a ridurre la produzione abbastanza in fretta. Il prezzo scende sotto zero finché qualcuno non consuma di più o non produce di meno.
Cosa succede sul mercato italiano
I prezzi si formano ora per ora sul mercato del giorno prima (MGP), da cui deriva il PUN, e l’Italia è divisa in zone di mercato che possono avere prezzi diversi nella stessa ora: Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna. Terna, che gestisce la rete di trasmissione, deve tenere costantemente in equilibrio immissioni e prelievi e in alcune situazioni arriva a chiedere agli impianti una limitazione della produzione.
Ore a prezzo bassissimo o negativo sono comparse anche in Italia, tipicamente nelle ore centrali di domeniche e giorni festivi tra la primavera e l’inizio dell’estate, e non allo stesso modo dappertutto: le zone del Sud e le isole, ricche di rinnovabili e con vincoli di rete più stretti, sono le più esposte. Non è un dettaglio da operatori: è la stessa ora in cui il tuo tetto produce il massimo.
Cosa significa per te che hai l’impianto
Dipende da come valorizzi l’energia immessa, e in Italia non c’è una sola risposta. Chi ha ancora una convenzione di scambio sul posto si trova dentro un meccanismo di compensazione; chi installa oggi entra invece in ritiro dedicato, dove l’energia immessa viene valorizzata con riferimento ai prezzi di mercato. Come vengano trattate esattamente le ore a prezzo nullo o negativo dipende dalle condizioni della convenzione: è un punto da verificare direttamente sul sito del GSE, non su un blog.
La direzione però è universale, e non cambia da un meccanismo all’altro: nelle ore a prezzo negativo l’energia immessa vale poco o nulla, mentre ogni kWh che autoconsumi o accumuli vale sempre di più. Man mano che queste ore si moltiplicano, immettere tutto senza pensarci rende progressivamente meno.
Tre cose da fare subito
1. Sposta i consumi esattamente in quelle ore. Un prezzo negativo è il sistema elettrico che dice “l’energia è di troppo”: lavatrice, lavastoviglie, bollitore al massimo, auto attaccata al wallbox. Quello che nelle giornate normali è ottimizzazione, in quelle ore è una scelta ovvia.
2. Carica la batteria, anche dalla rete. Se la tua offerta è a prezzo orario, prelevare nelle ore a prezzo negativo è di fatto remunerato. Una batteria riempita allora si scarica nella rampa serale cara: arbitraggio allo stato puro.
3. Limita l’immissione, se l’inverter lo consente. Alcune configurazioni permettono di ridurre o azzerare l’immissione in rete nelle ore a valore nullo, dirottando l’energia verso i carichi di casa o verso l’accumulo. È un’impostazione da concordare con l’installatore, non da improvvisare: una limitazione mal configurata ti fa perdere produzione anche nelle ore in cui non serve.
Come si sa in anticipo che arrivano?
I prezzi del giorno dopo si conoscono dal pomeriggio precedente: le ore negative sono visibili prima che arrivino. L’altra metà del quadro è la tua produzione, perché i prezzi negativi cadono quasi sempre nei mezzogiorni di sole, cioè esattamente nel tuo picco. Prezzi più previsione oraria del tuo impianto → diventano un piano completo della giornata in cinque minuti la sera prima. La rilevazione della limitazione di produzione di Volcast, inoltre, segnala quando il tuo impianto viene di fatto frenato: vale la pena tenerla d’occhio, perché questi episodi stanno diventando ordinari.
Una tendenza, non un incidente
Il numero di ore a prezzo molto basso o negativo cresce in Europa con ogni gigawatt di solare installato, e l’Italia non fa eccezione, con il Sud e la Sicilia in prima fila. Non è un’anomalia da aspettare che passi: è la nuova struttura del mercato, e premia le case flessibili, quelle che sanno spostare, accumulare e automatizzare. È esattamente la spinta che sta facendo crescere i sistemi di gestione dell’energia domestica (EMS), che prendono queste decisioni al posto tuo.
FAQ
Un piccolo impianto domestico rischia davvero di pagare per immettere? Di norma “solo” non guadagni su quell’energia; gli addebiti diretti riguardano soprattutto chi è esposto ai prezzi di mercato senza filtri. Come si comporta il tuo meccanismo di valorizzazione va verificato con il GSE. Il messaggio economico però non cambia: l’autoconsumo batte l’immissione.
Quando capitano i prezzi negativi? Domeniche e festivi di sole tra la primavera e l’inizio dell’estate, di solito tra le 11 e le 15, e in particolare quando nelle stesse ore la produzione eolica è alta.
Devo spegnere l’inverter? Di solito no: è molto meglio usare quell’energia in casa. Limitare l’immissione ha senso solo dove immettere nelle ore negative ti costa davvero qualcosa.