Meglio aggiungere pannelli o comprare una batteria?

Risolvono due problemi diversi: i pannelli aggiungono produzione, la batteria aggiunge valore ai kWh che già produci. Se la bolletta resta alta perché prelevi dalla rete anche a mezzogiorno nelle giornate di sole, e sul tetto c’è ancora spazio, altri moduli sono i kWh più economici. Se invece immetti molto durante il giorno e ricompri energia cara la sera, il problema non è quanto produci ma quando: quello lo risolve l’accumulo.

Perché la risposta cambia da casa a casa

A parità di energia annua i moduli sono difficili da battere: l’hardware costa poco e ogni kWh in più o copre un consumo o viene valorizzato in immissione. Ma i moduli amplificano uno schema che forse già non ti piace, cioè più surplus a mezzogiorno immesso al prezzo del ritiro dedicato, molto più basso di quello che paghi in bolletta ora che lo scambio sul posto non è più attivabile per i nuovi impianti, e nessun aiuto alle 20.

La batteria non produce nulla, ma promuove ogni kWh spostato da «venduto poco» a «non comprato caro». La sua convenienza vive su tre numeri: la distanza tra prezzo di prelievo e valore dell’energia immessa, quanti kWh riesci davvero a ciclare ogni giorno (vedi la risposta sul dimensionamento) e se la tua tariffa consente un secondo guadagno da arbitraggio. Con un contratto bioraria è lo spread tra F3 e F1, con una tariffa indicizzata al PUN è la distanza tra le ore notturne e le ore serali di punta; con una monoraria piatta i tempi di rientro sono i più lunghi.

Cosa fare

  1. Estrai due numeri dai tuoi dati: kWh immessi in un anno e kWh prelevati fuori dalle ore di sole. Molta immissione più molto prelievo serale significa territorio della batteria; poca immissione più molto prelievo totale significa prima i pannelli.
  2. Quantifica lo spread: (prezzo di prelievo meno valore riconosciuto sull’immissione) × kWh realisticamente spostabili × 365 è il tetto onesto del guadagno annuo dell’accumulo, da confrontare con il suo costo.
  3. Controlla cosa incontrerebbero i moduli in più: limiti di immissione o distacchi per sovratensione possono rendere inutile la nuova potenza, e una previsione di produzione per l’impianto ampliato mostra quanto arriverebbe davvero al contatore.
  4. Metti in sequenza invece di agonizzare: l’ordine che di solito vince è riempire il tetto finché la squadra di installazione è già sul posto, e aggiungere l’accumulo quando la tariffa rende lo spread abbastanza largo.

Guida completa: aumentare-autoconsumo-fotovoltaico