Conviene entrare in una Comunità Energetica Rinnovabile?
Ha senso se ti avanza energia che oggi immetti in rete senza usarla e se nella tua area di rete esiste già una configurazione attiva a cui aderire. Una comunità energetica non sostituisce l’autoconsumo diretto: lo completa, valorizzando la quota che non riesci a consumare tu. Requisiti, valori e modalità nascono dal D.Lgs. 199/2021, dal decreto MASE sulle configurazioni di autoconsumo diffuso e dal Testo Integrato Autoconsumo Diffuso di ARERA, e sono attuati dalle regole operative del GSE: è lì che vanno verificati prima di firmare qualsiasi cosa.
Come funziona, in breve
La condivisione è virtuale, non fisica: l’energia continua a passare dalla rete, tu mantieni il tuo contratto di fornitura e la tua bolletta resta la tua. Quello che cambia è che, ora per ora, il GSE confronta l’energia complessivamente immessa in rete dagli impianti della configurazione con quella complessivamente prelevata dai suoi membri: il valore minore fra i due è l’energia condivisa di quell’ora. Su quella quota il GSE riconosce alla configurazione un beneficio economico — una tariffa incentivante, che spetta solo agli impianti che ne hanno i requisiti, e un contributo di valorizzazione, di importo molto più contenuto — che poi viene ripartito tra i partecipanti secondo il regolamento interno.
Due conseguenze pratiche. La prima: conta la contemporaneità oraria, non il totale annuo. Se produci a mezzogiorno e nella comunità nessuno consuma a mezzogiorno, non c’è energia condivisa. La seconda: la condivisione vale solo tra utenze collegate alla stessa porzione di rete individuata dalla normativa, la cosiddetta cabina primaria, che non coincide con il confine del comune. Verifica la tua area con il distributore prima di fare qualunque calcolo.
Cosa non cambia
Il kWh che consumi tu nel momento in cui lo produci resta il più prezioso di tutti, perché ti evita l’intero prezzo di bolletta. Il beneficio sull’energia condivisa si aggiunge a quello, non lo sostituisce. Chi entra in una comunità sperando di smettere di preoccuparsi dell’autoconsumo di solito resta deluso.
Se hai già un impianto, verifica prima due cose
Non tutti gli impianti ricevono lo stesso trattamento, ed è qui che si concentrano le delusioni. La tariffa incentivante sull’energia condivisa è riservata agli impianti entrati in esercizio dal 16 dicembre 2021 in poi, di nuova costruzione oppure oggetto di potenziamento, ed entro una certa taglia. Un impianto più vecchio può comunque entrare nella configurazione e la sua energia concorre al calcolo dell’energia condivisa, ma accede solo al contributo di valorizzazione, non alla tariffa incentivante; inoltre, in una comunità energetica la potenza degli impianti già esistenti non può superare una quota della potenza complessiva della configurazione. Se il tuo impianto è di qualche anno fa, il beneficio realistico è quindi molto più piccolo di quello che raccontano le presentazioni.
La seconda verifica riguarda il regime con cui oggi valorizzi l’energia che immetti. Lo scambio sul posto non è compatibile con la condivisione: un punto di prelievo con una convenzione di scambio sul posto ancora attiva non può entrare nella configurazione, quindi aderire significa rinunciarvi. Il ritiro dedicato, invece, è compatibile. Fai questo conto prima di firmare, non dopo.
Cosa fare
- Guarda i tuoi dati prima di tutto: quanti kWh immetti davvero, in quali ore e in quali mesi. Se il tuo surplus è già piccolo, il margine di guadagno è piccolo per definizione.
- Verifica l’area di rete (cabina primaria): il GSE pubblica una mappa interattiva delle cabine primarie in cui puoi cercare la tua area direttamente dal codice POD che trovi in bolletta. È il primo filtro, e taglia fuori molte configurazioni interessanti sulla carta.
- Cerca configurazioni già attive vicino a te, per esempio attraverso il comune, una parrocchia, una cooperativa o un’associazione locale: entrare in una configurazione esistente è molto più semplice che costituirne una.
- Leggi il regolamento di ripartizione, non la brochure: chi calcola le quote, con quale periodicità paga, quali costi di gestione trattiene e come si esce.
- Verifica requisiti e valori aggiornati sulle regole operative del GSE prima di aderire: sono il riferimento operativo del meccanismo, ma vengono aggiornate periodicamente, quindi controlla sempre la versione in vigore sul sito del GSE.
Guida completa: aumentare-autoconsumo-fotovoltaico