Ricaricare l'auto elettrica con il surplus fotovoltaico
Un’auto elettrica è il consumatore più grande di una casa: una singola ricarica (20-60 kWh) può superare il consumo giornaliero di tutto il resto messo insieme. Ed è proprio per questo che è anche l’occasione più grande: ogni kilowattora preso dal tetto invece che dalla rete ti fa guadagnare l’intera differenza tra il poco che vale l’energia immessa e il prezzo pieno che paghi al prelievo. Il problema è che un’auto non sorseggia energia, la beve: ed è lì che comincia la pianificazione.
Il problema della soglia
La ricarica monofase parte da circa 1,4 kW (6 A), le impostazioni tipiche sono 3,7 kW e, dove il contratto lo consente, 7,4 kW; la trifase da 11 kW in una casa italiana è rara. Un impianto da 6 kWp a mezzogiorno di aprile dà forse 4,5 kW, di cui la casa si prende 0,5-1 kW di carico di base. Il surplus reale è spesso 3-3,5 kW: abbastanza per caricare, ma solo se centri la finestra. Se attacchi la spina alla cieca alle 17, stai caricando energia della rete.
Il vincolo italiano: la potenza disponibile
Il contratto domestico standard è da 3 kW. La potenza disponibile limita quanto puoi prelevare dalla rete in un dato istante, non quanto produce l’impianto: se la ricarica avviene davvero dal surplus, il prelievo resta basso e il contatore non se ne accorge. Il problema si presenta la sera e nelle giornate coperte, quando la stessa wallbox da 3,7 kW, da sola, è già fuori scala. Per questo molti proprietari di auto elettrica portano il contratto a 4,5 o 6 kW. Prima di scegliere la wallbox, guarda in bolletta qual è la tua potenza disponibile: è quel numero, non la potenza dell’impianto, a decidere quanto puoi caricare quando il sole non c’è.
Tre strategie
«Sabato di sole». La più semplice: l’auto sta a casa nel fine settimana, la previsione dà oltre 25 kWh, attacchi nel picco previsto con la corrente impostata sul surplus atteso (per esempio 3,7 kW per 4-5 ore). Non serve altro che una wallbox con potenza regolabile.
La strategia mista. Nei giorni feriali l’auto carica di notte, nella fascia più economica, solo «fino all’autonomia che serve per andare al lavoro»: il pieno aspetta la prossima giornata di sole forte. L’occhiata serale alla previsione per domani decide quanto spazio lasciare in batteria per il sole.
La ricarica automatica da surplus. Il livello più alto: una wallbox in modalità fotovoltaico (nativa oppure pilotata da Home Assistant o EVCC) modula di continuo la corrente di carica seguendo il surplus istantaneo. Qui la risoluzione della previsione conta davvero: l’API di Volcast (richiede Premium) fornisce 288 punti da 5 minuti al giorno, così l’automazione sa se la nuvola tra 20 minuti è un’ombra di passaggio o la fine della finestra, e non interrompe la sessione senza motivo.
I conti
10 kWh caricati con il sole invece che dalla rete valgono la differenza tra il prezzo che paghi in bolletta e il valore riconosciuto sull’energia immessa. Fai il conto con i tuoi numeri: prendi il prezzo in €/kWh dalla fattura, sottrai la valorizzazione dell’energia immessa pubblicata dal GSE per il ritiro dedicato e moltiplica per i kilowattora caricati dal surplus. Con 1.000 km al mese (circa 170 kWh) e metà delle ricariche dal sole, il risultato è una voce che si vede a fine mese, e nel semestre estivo si vede parecchio. Poi c’è la parte non quantificabile: muoversi con energia raccolta sul proprio tetto.
FAQ
Posso ricaricare dal surplus con una presa normale? Sì. Il cavo di emergenza (2,3 kW) si sposa bene con surplus moderati: è lento, ma per un’auto che resta a casa tutto il giorno è spesso il modo più efficace di assorbire la gobba di mezzogiorno, e con 3 kW di potenza disponibile è anche quello che stressa meno il contatore.
Prima l’auto o la batteria di casa? Se l’auto va comunque caricata, l’auto. Eviti una doppia conversione e dei cicli di carica sull’accumulo. La batteria di casa vince quando l’auto non è a casa nelle ore di produzione.
Quanta potenza resta per la ricarica? Surplus uguale produzione attuale meno consumo della casa. Lo leggi dal contatore bidirezionale o dall’Energy Dashboard; quanto sarà domani, invece, te lo dice la previsione oraria.