Costa o entroterra: come il microclima cambia la resa

Puoi prendere due impianti identici, metterli a cinquanta chilometri l’uno dall’altro, uno vicino al mare e uno nell’entroterra, e vederli produrre quantità sensibilmente diverse. I pannelli sono gli stessi. Il cielo sopra di loro no.

Sulla costa c’è la foschia

L’aria vicino al mare porta più umidità e più aerosol, particelle fini di sale e vapore acqueo che diffondono la luce prima che arrivi al suolo. Il risultato è una quota maggiore di radiazione diffusa e una componente diretta più debole, soprattutto nelle giornate calde e afose. Nel tempo il sale si deposita anche sui moduli e aggiunge una lenta perdita per sporcamento che un impianto dell’entroterra difficilmente conosce.

La foschia del mattino, e quanto ti costa

Molti tratti di costa si svegliano sotto uno strato di nubi basse o di foschia che si dissolve nel corso della mattina. Se stai sul Tirreno, sull’alto Adriatico o in una zona con inversione termica frequente, puoi perdere con regolarità una fetta della produzione mattutina per una nuvolosità che nella previsione valida per l’entroterra non compare nemmeno. Il pomeriggio è splendido, la mattina rende meno del previsto e la differenza passa inosservata.

La brezza di mare taglia da due lati

Il meteo costiero non è fatto solo di svantaggi. La stessa brezza che al mattino porta nuvolosità bassa può spazzare via nel pomeriggio i cumuli che si formano sulla terraferma, lasciando il cielo sulla costa più sereno di quello interno nelle ore finali della giornata. E il mare è un termostato naturale: gli impianti costieri lavorano più freschi, quindi subiscono meno perdite per temperatura nei moduli, un vantaggio piccolo ma reale in una giornata torrida di luglio, come abbiamo visto parlando di caldo e rendimento.

L’entroterra ha il suo carattere

Sposta l’impianto verso l’interno e l’immagine si ribalta. Il cielo è mediamente più limpido, ma i pomeriggi estivi portano il rischio di convezione e di temporali che tagliano la produzione per un’ora o due. Le escursioni termiche sono più ampie e i pomeriggi più caldi, quindi la riduzione di potenza per temperatura pesa di più: quello che guadagni in irradianza lo restituisci in parte al calore e ai temporali del pomeriggio. D’inverno la partita cambia ancora: nella Pianura Padana la nebbia può tenere l’irradianza al minimo per giornate intere, mentre a poche decine di chilometri, sui primi rilievi appenninici o prealpini, si sta sopra la coltre e si produce.

Che cosa significa per la tua previsione

La lezione è che “sereno” è una parola locale. Una previsione che modella il tuo microclima reale, la foschia costiera che torna ogni mattina, la nebbia padana, l’ammasso convettivo pomeridiano nell’entroterra, descrive la tua giornata molto meglio di una media regionale che appiattisce tutto. Se il tuo profilo di produzione è diverso da quello di un amico che sta a un’ora di macchina, la ragione di solito è questa.

Il fotovoltaico è un affare locale. Due tetti, il mare in mezzo, e il cielo scrive due storie diverse.