Fotovoltaico in inverno: quanto produce davvero
La versione breve: d’inverno un impianto fotovoltaico produce ogni mese una frazione piccola del totale annuo, e in una giornata coperta di dicembre da 5 kWp escono anche solo 0,5–1 kWh. Poco, ma non zero. Ed è proprio per questo che d’inverno un’informazione conta più di tutte le altre: quale sarà la giornata di sole.
Al Nord e al Centro-Sud sono due inverni diversi
Su base annua la producibilità specifica in Italia va orientativamente da circa 1.100–1.200 kWh/kWp in Pianura Padana a circa 1.400–1.500 kWh/kWp al Sud e nelle isole. D’inverno quella differenza si allarga invece di ridursi, perché al Nord entra in gioco un fattore che al Sud semplicemente non esiste: la nebbia.
Ordine di grandezza mese per mese, per ogni kWp installato, dal valore tipico del Nord a quello del Sud:
- novembre: 30–50 kWh/kWp
- dicembre: 25–45 kWh/kWp
- gennaio: 28–50 kWh/kWp
- febbraio: 45–75 kWh/kWp
Tradotto: un impianto da 6 kWp in Pianura Padana sta intorno ai 150 kWh nel mese di dicembre, mentre lo stesso impianto in Sicilia o in Puglia arriva spesso a una volta e mezza o al doppio. E soprattutto: le medie ingannano. La produzione invernale è estremamente “a grumi”: al Nord capita che il 60–70% del totale mensile cada su 5–7 giornate di sole, mentre il resto del mese va avanti a pochi decimi di kWh. Al Sud la distribuzione è più regolare, ma il principio non cambia.
I numeri misurati di un impianto da 5,2 kWp
Questi sono dati reali di un impianto da 5,2 kWp installato nell’Europa centrale, a una latitudine più alta della Pianura Padana. Non sono i valori italiani: servono a mostrare la forma della curva invernale, che in Italia settentrionale si ripete quasi identica, solo un po’ più in alto.
Mese per mese: circa 79 kWh a novembre, circa 32 kWh a dicembre (poco più di 1 kWh al giorno, il minimo dell’anno) e circa 100 kWh a febbraio, una volta sciolta la neve intorno al giorno 13. Giornata migliore del periodo: 12 kWh a fine febbraio; le peggiori vicine a zero sotto la neve.

Perché d’inverno si produce così poco
Tre fattori insieme. Le giornate sono corte: a dicembre il sole resta sopra l’orizzonte tra le 8 ore e mezza e le 9 ore e mezza a seconda della latitudine. Il sole è basso: la luce arriva molto inclinata sui moduli e le ombre degli edifici vicini si allungano fino a coprire tetti che d’estate sono liberi. E c’è il meteo: perturbazioni più frequenti e, in Pianura Padana, giornate intere sotto la nebbia con valori di irraggiamento da crepuscolo.
La neve pesa meno di quanto si creda, e in Italia riguarda soprattutto le zone alpine e appenniniche: dai moduli inclinati scivola via in un giorno o due, e l’albedo della neve fresca aiuta perfino un po’. Il bonus della stagione: il freddo migliora il rendimento delle celle, quindi un’ora di sole con la brina rende più di quanto suggerisca l’intuizione.
La strategia invernale: prendere le finestre
Quando la produzione si concentra in poche giornate, tutto il gioco sta nell’usarle a fondo: in quei giorni lavatrice, lavastoviglie e bollitore al massimo. Negli altri giorni non fare finta che ci sia il sole: pianifica i consumi sulla tariffa e sulle fasce orarie, non sul tetto.
Prendere le finestre è esattamente il lavoro di una previsione: la notifica “domani sereno, previsione 12 kWh” a novembre vale molto più che a luglio, perché luglio perdona la mancanza di un piano e novembre no. Come nasce una previsione di questo tipo: previsione della produzione fotovoltaica →.
Serve “fare qualcosa” all’impianto per l’inverno?
Di solito no. Un’inclinazione più ripida aiuta in teoria, ma nella pratica è raramente realizzabile e ancora più raramente conveniente. La pulizia dalla neve riguarda solo chi vive in montagna o in alta collina: falla in sicurezza da terra, con una spazzola morbida, e solo se la previsione mostra una serie di giornate serene in arrivo. Per una sola giornata coperta non vale la pena rischiare né i moduli né le ossa.
FAQ
Con il cielo coperto i pannelli producono qualcosa? Sì, grazie alla luce diffusa: tipicamente il 5–25% della potenza nominale, a seconda dello spessore delle nuvole. Una giornata coperta ma luminosa dà qualche kWh, una giornata di pioggia scura solo frazioni di kWh.
Ha senso spostare i consumi d’inverno? Solo nelle giornate con un surplus vero, ed è per questo che la decisione va presa sulla previsione e non sul calendario. Nelle giornate coperte vince la fascia oraria più economica.
Che quota della produzione annua cade tra novembre e febbraio? Orientativamente tra il 10% e il 16% del totale, con i valori più bassi al Nord. Non è una quota che rende l’inverno irrilevante: lo rende la stagione in cui ogni giornata di sole va sfruttata per intero.